L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento dei disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.
Grazie all’utilizzo dell’EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico perdono la loro carica emotiva negativa che interferisce con la vita attuale e crea il disagio.
Questo si ottiene indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento.
L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva, di cambiare prospettiva, modificando le valutazioni su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione, oltre ad eliminare le reazioni fisiche. Questo permette alla persona di adottare comportamenti più adattivi.
Dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-traumatico da stress, quindi non si riscontrano più gli aspetti di intrusività di pensieri e ricordi legati al trauma, i comportamenti di evitamento e lo stato di allerta nei confronti di stimoli che ricordano l’evento. Quindi la persona riesce a distinguere meglio i pericoli reali da quelli immaginari od ormai passati, che suscitano ansia non giustificata.
L’EMDR non cancella i ricordi, ma il loro contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva, così che l’esperienza può essere usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo, ovvero è integrata nelle reti neurali in modo tale da non essere più disturbante.
Le tracce lasciate dagli avvenimenti più dolorosi, infatti, non scompaiono facilmente dal cervello: molte persone continuano anche dopo decenni a soffrire di sintomi che ne condizionano il benessere e impediscono loro di condurre una vita serena.
Grazie al trattamento con l’EMDR è possibile alleviare la sofferenza emotiva, attraverso la riformulazione dell’immagine di sé negativa che si è instaurata a partire dall’esperienza traumatica o da un susseguirsi di esperienze relazionali che hanno portato la persona a pensarsi per esempio in termini svalutanti di inadeguatezza, difettosità o impotenza.
Questo approccio risulta efficace anche con persone che hanno difficoltà nel ricordare o nel verbalizzare l’evento traumatico che hanno vissuto, poiché l’EMDR lavora contemporaneamente sul piano cognitivo, emotivo e corporeo, potendo quindi utilizzare la porta d’accesso più efficace per il paziente e fornendogli un maggior controllo verso le esperienze di contatto col vissuto traumatico, che possono aiutarlo nella regolazione e nella gestione delle emozioni intense che potrebbero scaturire durante la fase di elaborazione.
L’efficacia dell’EMDR nel trattamento del disturbo post traumatico da stress è ampiamente riconosciuta e documentata, ma ormai l’EMDR è un approccio terapeutico molto usato anche per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici. Data l’importanza che gli eventi traumatici (siano essi traumi singoli che cumulativi e relazionali) rivestono nello sviluppo di differenti patologie, diviene fondamentale affrontarle attraverso un approccio che tenga in considerazione e riesca ad intervenire sull’origine traumatica di tali disturbi.
La ricerca sul funzionamento e l’efficacia dell’EMDR ha evidenziato i cambiamenti neurobiologici che si verificano durante ogni seduta di psicoterapia, rendendo l’EMDR il primo trattamento psicoterapeutico con un’efficacia neurobiologica provata. Le scoperte in questo campo confermano l’associazione tra i risultati clinici di questa terapia e alcuni cambiamenti a livello delle strutture e del funzionamento cerebrale.
Il paziente, durante il trattamento con EMDR, è costantemente vigile e consapevole di quanto sta avvenendo, è il vero protagonista del cambiamento perché, attraverso la stimolazione bilaterale (movimenti oculari o altro tipo di stimolazione destra-sinistra) è il cervello del paziente stesso che riprende il suo funzionamento adattivo, accompagnato a recuperare la sua funzione fisiologica che si era ”inceppata” a causa della troppo intensa stimolazione neurale prodotta dall’evento stressante o traumatico.
L’obbiettivo verso il quale andare è chiaro e condiviso tra terapeuta e paziente ed il mantenimento della giusta direzione del trattamento viene assicurato attraverso l’applicazione di un protocollo ben definito che, a partire dall’immagine o dalla sensazione più disturbante del ricordo traumatico, accompagna la persona attraverso la rielaborazione e la ristrutturazione in senso positivo della percezione di sé.
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