Perché a volte il genitore adottivo arriva a richiedere un proprio percorso di psicoterapia?

Written by on Gennaio 18, 2020

Un figlio adottivo sollecita, tanto e più di un figlio biologico, a ripercorrere la propria storia e spesso fa emergere nel genitore gli elementi di maggior vulnerabilità.

Un figlio che porti dei comportamenti faticosi, derivanti dai propri vissuti traumatici, risveglia spesso anche nei genitori i propri vissuti traumatici, solitamente meno eclatanti ed evidenti rispetto a quelli del figlio, ma che comunque interferiscono con la possibilità del genitore di adottare col proprio figlio comportamenti adeguati e funzionali, perchè anche nel genitore prevale la parte emotiva, rimasta ferita ed intrappolata nelle sue esperienze passate.
Faccio un esempio: un figlio adottivo  che di fronte ad un semplice no del genitore abbia delle reazioni di grande aggressività ed oppositività, che tenga testa al genitore che lo sta rimproverando come in una sorta di braccio di ferro in cui nessuno cede, potrebbe agganciare nel genitore un suo vissuto infantile rispetto al non essersi sentito ascoltato e considerato dai propri genitori e l’antica rabbia e frustrazione per non essere stato considerato da bambino, ora che è adulto, si potrebbe trasformare in una reazione rabbiosa eccessiva nei confronti del figlio, che non lo ascolta e non obbedisce, provocando magari anche da parte del genitore delle reazioni di aggressività fuori luogo.
Magari poi il genitore se ne pente, ma nel momento in cui accade non riesce a controllarsi, è più forte di lui.

Oppure questo comportamento del figlio potrebbe far emergere nel genitore antichi vissuti di impotenza, lasciandolo inerme e già sconfitto di fronte a reazioni che invece avrebbero bisogno di un contenimento.

Ma a volte la difficoltà del genitore adottivo che chiede una psicoterapia deriva anche da tensioni di coppia, evidenziatesi proprio con l’assunzione del ruolo genitoriale. A volte, a posteriori, ci si accorge che nella coppia era solo uno a desiderare veramente l’adozione, l’altro, magari per amore, si è in qualche modo adattato a questo progetto, a volte sentendosi in colpa per essere il portatore dell’infertilità o a volte, più spesso da parte dei mariti, per non voler privare la moglie della possibilità di viversi la maternità.
Spesso queste motivazioni non sono così evidenti quando la coppia si trova ad affrontare il percorso di preparazione e di indagine con i Servizi, divengono invece drammaticamente evidenti quando arriva il bambino con tutte le sue fatiche.

Nel corso del tempo, molti genitori adottivi che avevo seguito anni prima nel Servizio Pubblico, mi hanno poi cercata per una propria psicoterapia ed in queste occasioni mi hanno portato elementi, personali e di coppia, che mai erano emersi durante il percorso di indagine o di sostegno istituzionali, ma che col passare del tempo si sono rivelati elementi di fatica e di ostacolo al benessere personale, familiare e di coppia.
Ovviamente sarebbe stato meglio fossero emersi da subito, ma a volte le persone stesse non ne sono consapevoli ed altre volte è solo l’arrivo del figlio che le fa emergere più chiaramente, anche quando magari la persona riteneva in tutta onestà di averle ormai superate.

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